Il decreto Salva ITALIA primo atto del governo Monti ha certamente il suo aspetto più drammatico la rivoluzione in merito ai requisiti per il pensionamento, la cosa preoccupa certamente chi di colpo ha visto tale traguardo allontanarsi anche di qualche anno ma riguarda ovviamente tutti coloro che sono già inseriti o si inseriranno nel mondo del lavoro. Assimilato il concetto fondamentale che con questa riforma, non si parla più di un requisito unitario appplicabile su vasta scala resta da capire quando il singolo soggetto maturerà il requisito necessario. Per soddisfare tale leggittima “curiosità” vi rimando al seguente LINK [....] di Irpef informa che consente di calcolare non solo la data ma anche con quanto… Buona fortuna
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Pensione, ma quado arriva?
Scuola – TFA i titoli di accesso
Con questo post ripropongo quanto pubblicato dall’amico Liborio nel suo sempre aggiornatissimo glog in merito ai titoli di studio necessari per accedere ai TFA e abilitarsi ai vari insegnamenti. Continua a leggere ‘Scuola – TFA i titoli di accesso’

RICOMINCIA IL VALZER DELLE DOMANDE DI AGGIORNAMENTO per i disperati del mondo della scuola, infatti lo si aspettava da Giugno ed è stata pubblicata “solo” oggi 15/11/2011, alla faccia dei lavoratori e degli utenti, la nota ministeriale che da il via all’aggiornamento delle graduatorie di terza facsia del pesonale ATA. Trovate tutto il materiale al seguente Link [...] e nei prossimi giorni, dopo aver letto tutto e sfoltito adeguatamente il materiale, proverò a fornire informazioni e chiarimenti più o meno utili…
BUONA FORTUNA A TUTTI
La confusione che regna sovrana nella scuola e nella definizione dei profili professionali che caratterizzano i suoi lavoratori sta per mietere l’ennesima vittima. Si tratta degli I.T.P., la sigla idinca/individua gli INSEGNANTI TECNICO PRATICI, i quali previa acquisizione del titolo che li ABILITA ALL’INSEGNAMENTO sono titolati e assunti come DOCENTI a pieno titolo. Continua a leggere ‘Scuola – DDL Stabilità 2012, da Docente ad Assistente Tecnico’
Per i profani, sto parlando dell’articolo del decreto di Ferragosto, la “manovra-bis” (d.l. n. 138, convertito con la legge n. 148/2011): quello che autorizza ogni impresa a stipulare con le proprie rappresentanze sindacali contratti aziendali in deroga non soltanto rispetto ai contratti collettivi nazionali, ma anche rispetto alle leggi dello Stato in materia di lavoro.
È una norma sbagliata, ne sono convinto. Perché la riforma del nostro diritto del lavoro – pure necessaria – non può essere delegata interamente dal legislatore alla contrattazione aziendale. Richiede un disegno organico e un policy-maker che se ne assuma la responsabilità. Detto questo, però, ora l’articolo 8 è in vigore. Può essere utilizzato malissimo: per questo dico che è una norma sbagliata. Ma può essere anche utilizzato benissimo. Allora, perché non provarci?
Il diritto del lavoro italiano si caratterizza oggi per un grave difetto: il regime di vero e proprio apartheid fra lavoratori regolari stabili, per i quali vige una legislazione estremamente complessa, e lavoratori non protetti, i “paria” ingaggiati come collaboratori autonomi, ma in realtà dipendenti quanto e più dei primi. Fino a ieri si è detto: almeno per i rapporti di lavoro destinati a costituirsi da qui in avanti occorre disegnare un nuovo diritto del lavoro semplice, capace di applicarsi davvero a tutti. Tutti a tempo indeterminato (tranne, ovviamente, i casi classici del lavoro a termine), a tutti le protezioni essenziali, ma nessuno inamovibile; e, a tutti coloro che perdono il posto, una protezione robusta nel passaggio dalla vecchia alla nuova occupazione. Continua a leggere ‘Articolo 8 – Che ne facciamo? di Pietro Ichino’
Per me che sono un docente da un decennio ora mai, l’aver maturato le personalissima quanto ferma convinzione che non vi sia nulla di più sbagliato della VALUTAZIONE nel senso più lato della cosa può certamente appatire come un controsenzo, ma mai come in questo caso la lettura che state per intraprendere vi condurà alla scoperta di una realtà che è tanto ABBUSATA quanto più sfuggente e diffile da comprendere.
VALUTARE è difficile se non impossibile, a insegnarcelo sono i bambini protagonisti inconsapevoli di questa lezione da impartire “ai signori INVALSI” e pechè non al Ministro dell’Istruzione che con un semplice TEST pensa di poter VALUTARE la qualità dell’insegnamento e poi si rammarica della “perdita di prestigio” della professione docente nel tessuto sociale del paese.
Speriamo solo che possa leggere dello splendido lavoro svolto dalla Signora Maestra Adriana Presentini (Insegnante scuola a tempo pieno di Niccone, 2° Circolo Didattico di Umbertide; membro del Consiglio direttivo di “AmicaSofia: filosofare con bambini e ragazzi”)
La quale meriterebbe un riconoscimento per il suo approccio didattico e non certamente per il risultato conseguito dei suoi straordinari ai test INVALSI. Continua a leggere ‘Scuola – INVALSI, quando l’apparenza inganna’
Scuola – TFA le nodità di Davide
Al momento, non ci sono novità riguardo al T.F.A. rispetto alla mia mail informativa di settembre. Come alcuni di voi, anch’io ho scritto alle Università per avere informazioni in merito: in alcuni casi le risposte sono state evasive e confuse, in altre si dichiarava che l’Università non avrebbe attivato i corsi presso la propria sede, in altre ancora si rimandava alle valutazioni che devono giungere dal Ministero nelle prossime settimane relativamente alle classi di concorso ed ai posti disponibili da attivare. Continua a leggere ‘Scuola – TFA le nodità di Davide’
Quando si tratta di mettere le mani nelle tasche agli Italiani a dispetto di quanto dichiarato recentemente dal Ministro Sacconi le leggi o leggine diventano operative da subito senza che nessuno si preoccupi concretamente, magari informando e controllando opportunamente, del come vengano applicate nel concreto demandando al soggetto più debole, ovvero il consumatore, non solo la spesa della manovra ma anche la beffa di piccoli atteggiamenti truffaldini messi in atto dai negozianti.
La modifica dell’IVA dal 20% al 21% penalizza tutti, ma attenzione a come viene calcolato l’aumento sui beni soggetti a questa tassazione, infatti questi prodotti sono generalmente esporti IVA compresa per cui è sbagliato aumentare dell’1% il prezzo esposto perché ciò significa “rincarare” non solo il costo netto, ma anche la già applicata IVA del venti, in parole povere tassare ciò che è già stato tassato.
Il calcolo corretto del nuovo prezzo dovrebbe quindi avvenire scorporando il vecchi 20% per ottenere il prezzo “netto” su cui applicare la nuova tassazione del 21%. Continua a leggere ‘IVA al 21% – Attenti alle truffe.’
Nel Marzo del 2010 la G.I.L.D.A. rendva noto il seguente comunicato:
<<La delegazione della Gilda degli Insegnanti, alla luce dei fraintendimenti venutisi a creare circa le posizioni espresse sulle classi di concorso non più previste dai piani di studio nazionali, quali, per esempio, la A075 e la A076 (Trattamento testi) precisa quanto segue. Continua a leggere ‘Scuola – GILDA, e la morte della A075 – A076′










